Rossarol a noi due!

 

Ci sono immersioni che necessitano di alcune ore per essere metabolizzate, a volte anche giorni. Non partono bene, a volte ti fanno cadere nello sconforto, o peggio ancora nell’ansia e ci sono siti d’immersione che si portano dietro un loro piccolo bagaglio di sfortuna che ti colpisce ogni volta che ci riprovi!


Ma ricominciamo da capo.. martedì 21 marzo, secondo giorno di primavera, ore 6.30 la pianura padana invasa dalla nebbia dopo lunghe giornate di sole.
Io e i miei compagni siamo pronti per partire alla volta di Medulin, dove ci aspetteranno i nostri fidatissimi amici di Diving Shark, sempre pronti a farci esplorare le meraviglie che la loro costa cela.
Oltrepassato il confine un timido sole inizia a far capolino oltre le colline, sale, ci fa strada, è fatta! Giornata strepitosa!


Arriviamo al diving e una piacevole brezza primaverile scompiglia le fronde del biancospino di fronte. Ci troviamo in un’atmosfera di quiete e silenzio, che mi catapulta per un istante in un ricordo del Giappone, mentre i petali bianchi danzavano leggeri prima di posarsi su di noi.
Avevamo scelto di ritentare la fortuna e riprovare il Relitto Rossarol con il quale avevamo un “conto in sospeso”. Il mare era piatto, il sole splendeva, su di noi nemmeno una nuvola(…), cosa poteva andare storto?

Lavoro di squadra!

Ci prepariamo, tecnici rebreatheristi e ricreativi, tutti pronti. Si va!

Arriviamo sul punto in cui un gruppo di bottiglie simpaticamente annodate fra loro segnano la presenza del relitto. I nostri sguardi un pò intimoriti all’unisono si sporgono fuori dalla barca per guardare… non c’è corrente, c’è visibilità: YEEEEE!

L’esultanza è dovuta all’esperienza singolare che ci era capitata la volta precedente: forte corrente e visibilità a 2 metri.
Alessandro la nostra guida affezionata ci aveva scrupolosamente descritto l’immersione, eravamo carichi, prontissimi e finalmente caro Rossarol avremmo saldato il nostro conto!

Il Rossarol è un imponente relitto risalente alla prima guerra mondiale, una nave militare lunga circa 80 metri, affondato inavvertitamente a causa di una delle migliaia di mine che si trovano in mare, come la maggior parte dei relitti che “decorano” i fondali della costa istriana. Il 16 novembre del 1918 mentre gran parte dell’equipaggio pranzava, l’unità urtò una mina a centro nave (più precisamente all’altezza del locale dinamo, a poppavia della plancia, sul lato sinistro) e la spezzò in due: la poppa affondò quasi subito in assetto di navigazione, la prua, spinta dall’abbrivio, proseguì per alcune centinaia di metri, affondando quindi a sua volta in breve.

Sono impaziente, check predive… e le sorprese non tardano a comparire. Un fragoroso ACCIPUFFOLINA (si come no!) ha tuonato nel mare… il corrugato del gav ha problemi, lo sconforto sta prendendo il sopravvento ma grazie al cielo riusciamo a risolverlo: un grande team è sempre pronto a tutto.
Quindi? c’è visibilità, corrente zero! Si va!

Decidiamo di scendere lungo la cima di poppa, quindi dalla parte che si trova in assetto di navigazione.
Scendendo siamo come ammaliati dai giochi di luce dei riflessi del sole in acqua. Come sempre l’acqua ci riserva magia e mistero. Il relitto si trova dai -40 metri, ma vista la limpidezza dell’acqua sembra strano non vederlo.. Passiamo i -25, guardo il computer.. mah, che strano, ancora nulla.. e poi la nebbia! Una densa coltre di sedimento avvolge il relitto come se il mare geloso del suo tesoro sommerso non volesse mostrarcelo. Man mano che scendiamo riusciamo solo a vederci fra noi.

Eccolo, Rossarol, sempre il solito! Finalmente la torretta, il mitragliatore, fantastico, continuiamo a scendere.. arriviamo a -48, seguiamo il fondale eeeeee… puff il vuoto… ebbene sì, ci siamo persi!

La scarsa visibilità ci ha completamente disorientati. Siamo al termine del tempo di fondo previsto dall’immersione che avevamo programmato e, dopo aver fatto partire la boa di segnalazione, iniziamo lentamente la nostra risalita con le soste decompressive previste, solo svariati metri dopo vediamo la cima di risalita, ma del relitto nemmeno l’alone.

Sapete cosa vuol dire vero? Che il conto rimane in sospeso e ci torneremo, perchè ormai è una sfida personale!

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