Il sogno Thistlegorm

Non è mai un viaggio è sempre IL viaggio, è sempre un tumultuoso susseguirsi di emozioni, è sempre così bello che quando torno quasi non ci credo di averlo vissuto veramente.

Questo è stato il sogno Thistlegorm, quel gigante di 128 metri, (affondato la notte del  5 ottobre del 1941 nei pressi di Sha’ab Alì, nel Golfo di Suez ), che come un’elegante signora, nonostanteThistlegorm map l’età, mostra la sua bellezza intramontabile. Da più di 70 anni giace sul fondo di un mare che gli era ostile, ma che alla fine lo ha abbracciato. Un abbraccio mortale, senza pietà, che si è trasformato in un amore eterno,  visibile a chiunque si avvicini. Affondata praticamente intatta, escludendo la parte di poppa, colpita da un gruppo di bombardieri tedeschi con una sola bomba alla stiva numero 4,  che era carica di munizioni, la cui esplosione causò il sezionamento dello scafo e il suo conseguente inabissamento rapido.

Erano mesi che sognavo quel giorno, il giorno in cui finalmente l’avrei visto, in tutta la sua magnificenza.

Dopo un briefing iniziale mentre veniva cercata la posizione esatta del relitto, la guida si è tuffata in acqua per effettuare la shamandura, che  in Mar Rosso viene denominato il corpo morto a cui le imbarcazioni devono legarsi in fase di ormeggio, indispensabile per scendere sul relitto, assicurando la barca in superficie a due punti stabili del relitto, per discesa e risalita in sicurezza.

L’emozione iniziava ad esser palpabile:” ECCOLA, ECCOLA È QUI SOTTO!”

Ricordo quell’istante come se fosse stata scoperta per la prima volta, come se quei mesi di attesa che mi avevano separata dal suo incontro, fossero stati mesi di ricerca.

Ci siamo tuffati per primi, con quella bramosia di incontrare qualcuno che non vedi da troppo tempo.

foto di Nico Cardin
foto di Nico Cardin

La corrente era sufficientemente forte da affaticare rapidamente e la visibilità non era delle migliori, quindi siamo scesi in fretta lungo la cima, iniziando da subito a vedere l’alone fantasma di qualcosa che mi faceva battere forte il cuore da mesi, solo a sentirne parlare. Eravamo lì, disarmati e affascinati dalla sua maestosità. Il Thistlegorm normalmente viene visionato in due immersioni che sostanzialmente permettono di ammirare prima la parte esterna e poi quella interna.

Al suo interno si trovano ancora il carico di approvvigionamenti che trasportava: carri armati leggeri, armi, munizioni, stivali e camionette.

Visionarlo esternamente è stato emozionante, ma entrarci, passare una sala dopo l’altra, nel bui
o della profondità, mentre i pesci indisturbati ci fissavano come se potessero percepire quello stupore traboccante. Emozione, magia, gratitudine, immensa gratitudine, per aver vissuto quella storia per qualche istante. Le spoglie del Thistlegorm hanno dato origine ad una barriera corallina brulicante di vita.

Lion fish, pesci pietra, pesci coccodrillo, pesci napoleone, murene, cernie, pesci angelo, pesci farfalla, pesci pagliaccio, pesci pappagallo, pesci palla, pesci fucilieri, pesci balestra, tonni e altri piccoli pesci di barriera, con la loro presenza e i meravigliosi colori sgargianti ravvivano quell’alone misterioso che ricopre il relitto.

 

Terminata anche la seconda immersione, durante la risalita, non riuscivo a distogliere lo sguardo, continuavo ad osservarlo, vedendolo diventare sempre più piccolo, ci siamo trovati ad esser spettatori di un branco gigantesco di pesciolini che come una scolaresca ordinata stava attraversando il mare, chissà verso quale meta.

Immersione singolare, la natura ha accolto sott’acqua una immensa quantità di ferro, di detriti  e di ogni cosa che l’uomo, con la sua perversa sete di dominio, ha creato e con la quale ha riempito e inquinato acqua, terra e cielo. La natura ferita continua obbediente ad accogliere, senza combattere, convivendo con gli artefatti creati dall’uomo.

foto di Nico Cardin

Si è concluso il sogno Thistlegorm, con la sensazione di aver abbracciato un pezzo di storia, con la riconoscenza e la gratitudine che si riserva a chi, anche solo per un istante, ti fa vivere un sogno.

Alessia Bernardi

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