Il relitto del B17 – isola di Vis in Croazia

Non sono mai stato attratto dai relitti degli aerei, sono oggetti di piccole dimensioni e, anche se a profondità abbordabili, impegnano pochi minuti di immersione; normalmente sono distrutti, quasi irriconoscibili, del resto con l’impatto con l’acqua è quasi impossibile che restino interi!

laterale_b17Poi, nello sfogliare un libro sui relitti dell’Adriatico croato, la mia attenzione è stata rapita dalle foto di un bombardiere B-17 che giace a 70 mt di profondità sui fondali dell’isola di Vis. Dalle foto si vedevano le ali, i 4 motori e la grande coda; sembrava praticamente integro… dovevo vederlo con i miei occhi!

Abbiamo iniziato subito a cercare informazioni sul relitto e sul motivo del suo affondamento: il bombardiere, partito da Amendola il 6 Novembre del 1944 con  bordo il comandante e dieci persone d’equipaggio per una missione su Vienna, a causa del maltempo venne dirottato su Maribor e, durante l’attacco, fu colpito da fuoco nemico e, gravemente danneggiato, fu costretto a fare rotta verso la base segreta situata sull’isola di Vis in Dalmazia ma l’ultimo motore si spense a poca distanza dalla base, costringendo l’equipaggio ad ammarare.

carlinga_b17Dopo aver preso tutte le informazioni necessarie e i contatti con i ping dell’isola, io ed i componenti del mio team eravamo finalmente pronti a partire. Tutto era pronto: il mio furgone era carico di attrezzatura: 3 rebreather, 2 bibo 15+15, 4 decompressive e 9 bombole di bey-laut, telecamera, macchina fotografica, fari, gas per le miscele e booster… mezzo ping era  sul furgone!

Dopo una levataccia, 700 km di strada e 2 ore di traghetto, siamo finalmente arrivati a destinazione: Isola di Vis.

Il primo giorno lo abbiamo dedicato al “riposo”, prendendo contatto con il Manta ping di Komiza e facendo un’immersione per testare l’attrezzatura.

motore_b17Il giorno seguente siamo rimasti bloccati dalle pessime condizioni meteo: l’isola è spesso battuta da forti venti. Poi finalmente la buona notizia: il vento dava una piccola tregua nelle prime ore della mattina… dovevamo approfittarne!

Giunti sul punto di immersione abbiamo ripassato velocemente i compiti di ognuno e ci siamo tuffati alla volta del relitto.

laterale_b17Già da 40 mt di profondità appariva la sagoma del grande aereo, con più di 30mt di apertura alare e 22mt di lunghezza. Arrivati sul fondo si nota che il muso dell’aereo è deformato a seguito dell’impatto con l’acqua, ma la cabina di comando è ancora intatta: si notano il cruscotto con gli indicatori, varie leve e manopole, i due volanti di manovra, i sedili tutto in perfetto stato. Le eliche di alcuni motori sono in ottimo stato, in quanto al momento dell’ammaraggio, tutti i motori erano spenti. L’ala sinistra è sollevata dal fondo e la ruota del carrello è per metà sprofondata nella sabbia. Lungo la fusoliera si incontrano le varie mitragliatrici, l’apertura della cabina radio e l’antenna. La coda dell’aereo appare in tutta la sua maestosità attorniata da una nuvola di Anthias Anthias. Nella parte posteriore si distingue perfettamente la cupola con due mitragliatrici, sempre dello stesso calibro delle altre. In prossimità del portellone di carico, che offre un’apertura abbastaza agevole, la tentazione di entrare ha preso il sopravvento… mi sono tolto le bombole di bey-laut e mi sono infilato nella carlinga. Grazie alla lucidità data dalla miscela ricca di elio e dalle prestazioni degli apparati a circuito chiuso che, non emettendo bolle, non rischiano di rovinare o staccare sedimenti dalle pareti dei relitti, sono riuscito ad arrivare fino alla cabina radio, incontrando qualche oggetto appartenente all’equipaggio, i nastri e il supporto delle mitragliatrici e un paracadute  ancora perfettamente impacchettato.

coda_b17Uscito dalla pancia del relitto i 40 minuti di fondo programmati per noi in circuito chiuso erano passati; era ora di risalire ed affrontare una lunga decompressione che, fortunatamente, abbiamo svolto su una parete a poche decine di metri dall’aereo.

Tornati in superficie eravamo estasiati; veramente una bellissima immersione, con temperatura dell’acqua a -70mt di 17 gradi e una buona visibilità.

SCHEDA TECNICA

Lunghezza 22,66 m (74 ft 4 in)

 Apertura alare 31,62 m (103 ft 9 in) 

Altezza 5,82 m (19 ft 1 in)

 Superficie alare 131,92 (1 420 ft²

Carico alare 185,7 kg/m² (38,0 lb/ft²) 

Peso a vuoto 16 391 kg (36 135 lb

Peso carico 24 495 kg (54 000 lb)

 Peso max al decollo 29 710 kg (65 000 lb)

Propulsione

Motore 4 radialiWright R-1820-97 “Cyclone” con turbocompressore 

Potenza 1 200 hp (895 kW) ciascuno

 Prestazioni Velocità

 max 462 km/h (287 mph, 249 kt)

 Velocità di crociera 293 km/h (182 mph, 158 kt) 

Velocità di salita 4,6 m/s (900 ft/min) 

Autonomia 5 500 km 

Raggio d’azione circa 3.200 km con 6 000 lb (2.772 kg) di bombe 

 Armamento Mitragliatrici 13 Browning M2calibro.50 BMG (12,7 mm)

 Bombe 

missioni a corto raggio (<400 mi): 8 000 lb (3 600 kg) 

missioni a lungo raggio (≈800 mi): 4 500 lb (2 000 kg) 

sovraccarico : 17 600 lb (7 800 kg)

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